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Home I nostri progetti Progetti svolti [Ricerca] SNS e apprendimento: una possibilità?

[Ricerca] SNS e apprendimento: una possibilità?

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Il mio percorso di laurea si è concretizzato in una ricerca, qui alcune indicazioni che aiutino a contestualizzare la ricerca. 


I cambiamenti tecnologici producono sempre un riflesso sulla cultura e sulle rappresentazioni di chi li vive: l’introduzione di ogni nuova tecnologia – qualunque essa sia – comporta sempre mutamenti su un piano concettuale, sociale e culturale.
La società di oggi rappresenta la testimonianza evidente e concreta di questo processo: oggi più che mai ciò che avviene in ambito tecnologico e informatico influenza la nostra vita. Il ruolo dei media – e quello della rete globale – diviene sempre più pervasivo e invasivo: si pensi, ad esempio, alle ultime elezioni presidenziali degli Stati Uniti e al ruolo massivo che il team di Obama ha fatto dei nuovi media. Ragionare su tale fenomeno significa prendere atto di un rapporto sempre più stringente tra internet e quotidianità che deve essere compreso secondo un approccio che Manuel Castells (2004) definisce “socio-tecnologico”. Ne “La Città delle Reti” il sociologo afferma, infatti, che “le comunità virtuali, che trovano in internet il loro sostentamento, sono vere e proprie comunità, dotate di caratteristiche specifiche che le distinguono da quelle che già conosciamo, ma che non le rendono meno “reali”. Sebbene internet sia ancora agli “inizi”, possiamo affermare che la socialità on-line è una socialità specifica, e non un sottoprodotto di quella reale. Le comunità virtuali, in quanto reti di individui, stanno trasformando le modalità metropolitane di interazione sociale, senza per questo catapultarci in un fittizio mondo di pixel” (Castells, 2004, pag. 4).
Il mondo della formazione e dell’educazione non può certo dirsi estraneo a tali temi, che coinvolgono le attività della maggior parte degli individui e risultano avere ripercussioni significative sulla gestione del loro tempo e delle loro attività. Al contrario, ha bisogno di nuovi meccanismi di percezione, di comprensione, di valutazione e di adeguamento alla realtà che ci circonda, in una parola ha bisogno di nuove modalità di educazione.
Ignorare o sottovalutare la portata dei cambiamenti attualmente in atto – o ciò che in parte è già accaduto – per i formatori e gli educatori significa mancare ai propri doveri e perdere ogni possibilità di dialogo con le nuove generazioni, quelle che Prensky (2001) definisce digital native. Diventa necessario – per non “soccombere” – apprendere i “nuovi linguaggi” e maturare una “consapevolezza del campo” che permetta di muoversi adeguatamente nella realtà contemporanea.
[...]
L’approccio di questa analisi è da intendersi come psico-pedagogico, l’argomento verrà – infatti – affrontato sia alla luce dei contributi offerti dalla pedagogia (per esempio Ferri, 2008; Boyd et al., 2007; Rivoltella, 2009), sia in riferimento alla ricerca psicologica, a partire da due modelli – il bi-circular bi-directional framework (Antonietti et al., 2008) e quello trifasico di Romm (Romm et al., 1997), quest’ultimo già applicato nello studio delle community
virtuali – che aiutano a comprendere l’impatto dinamico tra tecnologie e società.
Nella convinzione che un discorso formativo non possa prescindere dalla centralità della persona e delle sue esperienze di vita, nonché dalle rappresentazioni e dalle auto-attribuzioni che ne orientano le azioni, con questo lavoro s’intende: (1) fornire una rassegna di letteratura che aiuti a inquadrare gli elementi base per la comprensione del contesto multimediale nel quale ci muoviamo quotidianamente – sia, come già sottolineato, da un punto di vista psicologico sia pedagogico - con particolare riferimento al Web partecipativo e sociale, di cui i SNS sono parte integrante; (2) presentare uno studio sulle rappresentazioni e le teorie implicite che gli utenti maturano circa il mezzo che utilizzano. Nell’ultima parte (3) si intende infine proporre un contributo critico che traduca i risultati del lavoro svolto in alcune proposte formative sull’impiego dei mezzi presi in esame.
[...]

Dall’analisi dei contributi di ricerca sui SNS, per quanto questo tema rappresenti un ambito di indagine estremamente recente, si possono già evidenziare almeno tre principali filoni di approfondimento:

1.     le abitudini d’uso: considerabili a livello quali-quantitativo, ovvero sia quanto uno strumento viene utilizzato (Ellison et al., 2008), sia come viene utilizzato dalle utenze (Zhao et al., 2008);

2.     le modalità relazionali e comunicative: ricerche recenti (Buffardi et al., 2008; Peluchette et al., 2008) mettono in forte evidenza l’uso che del profilo personale viene fatto all’interno di tali comunità. E’ stato inoltre provato come le community virtuali tendano a generare un tipo particolare e specifico di linguaggio e di comunicazione (Romm, 1997). Come già evidenziato, di importanza cruciale è il ruolo delle “amicizie” all’interno dei SNS (Ellison et al., 2008; Walther et al., 2008);

3.     i tratti di personalità delle utenze: le attribuzioni in questi termini vengono per lo più desunte dall’analisi dei prodotti e delle comunicazioni degli utenti stessi (Boyd et al., 2002).

[...]

Spingersi oltre e domandarsi quali influenze tali strumenti abbiano nei contesti educativi è stata la grossa scommessa del nostro lavoro.
Di seguito anche qualche elemento utile alla contestualizzazione della ricerca.

 

 

I dati sono oggetto di pubblicazione e sono pertanto (c) ScriptaWeb, nel volume che raccoglie gli atti del convegno CKBG (Collaborative Knowledge Building Group) a cura di Stefania Manca e Donatella Cesareni.



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Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Ottobre 2009 16:44